ZIBALDONE – dal 19 marzo 2020 – MESSAGGI, IMMAGINI, PENSIERI …

8 Aprile, 2020 Non attivi Di md@lalli.biz
19 marzo – da Giorgio Carzavara:
Carissime amiche e carissimi amici del Lions Club Venezia Host,
il grave stato di emergenza provocato dalla pandemia di coronavirus costringe anche il nostro Club a rivedere gli appuntamenti prefissati in questo periodo.
In particolare la nostra Assemblea Elettorale dovrà tenersi unicamente per via telematica, attraverso il voto espresso dai Soci via email.
Prima di procedere alla convocazione formale dell’Assemblea, ove sarà assegnato il termine entro cui ciascun Socio potrà esercitare il proprio diritto di voto, grazie all’intervento tecnico del nostro Socio Lalli, abbiamo la possibilità di collegarci tutti in videoconferenza per un primo commento sulla lista degli Officer e per sentire i primi propositi della Presidente Incoming per l’anno lionistico 2020-2021 Lucia Righetti.
Vi invito pertanto il prossimo 26 marzo, alle ore 18:30, a collegarVi con Tablet, Smartphone o PC al seguente link:
https://www.gotomeet.me/DomenicoLalliTA3
Chi avesse difficoltà nel collegamento (ma Vi assicuro che è semplicissimo) è pregato di contattare il nostro Domenico Lalli che potrà fornire l’aiuto ed assistenza necessari.
L’occasione è ghiotta perché a questo nostro incontro telematico parteciperà anche il nostro Governatore Antonio Conz che, non avendo potuto farci visita nella data prefissata per i motivi a Voi ben noti, darà la possibilità a chi volesse di interloquire direttamente con lui.
Un caro saluto a tutti e… a giovedì 26 marzo alle ore 18 e 30.
19 marzo – da Andrea Rossi:
Mai visto un Canale della Giudecca così liscio come olio…
19 marzo – da Bruno Agazia:
Venezia NON si arrende!
Iniziata sanificazione delle strade👍🦁
19 marzo – da Rocco Fiano:
Sembra scritta ai nostri giorni questa poesia e invece è tratta da “Iza’s story”, di Grace Ramsay, 1869…bellissima…
E la gente rimase a casa
E lesse libri e ascoltò
E si riposò e fece esercizi
E fece arte e giocò
E imparò nuovi modi di essere
E si fermò
E ascoltò più in profondità
Qualcuno meditava
Qualcuno pregava
Qualcuno ballava
Qualcuno incontrò la propria ombra
E la gente cominciò a pensare in modo differente
E la gente guarì.
E nell’assenza di gente che viveva
In modi ignoranti
Pericolosi
Senza senso e senza cuore,
Anche la terra cominciò a guarire
E quando il pericolo finì
E la gente si ritrovò
Si addolorarono per i morti
E fecero nuove scelte
E sognarono nuove visioni
E crearono nuovi modi di vivere
E guarirono completamente la terra
Così come erano guariti loro.
19 marzo – da Piero Camilla:
Un canale a Venezia: l’acqua è limpida
21 marzo – da Piero Pellegrini
Questo fantastico lavoro è stato appena ultimato dall’International Opera Choir di Roma, della Project Manager Raffaella Baioni e diretto dal M° Giovanni Mirabile.
Raffaella ha fatto incidere ad ogni corista il proprio contributo su una base, preparata da un corista che è anche tecnico del suono, attraverso il cellulare. I file con le registrazioni sono quindi stati assemblati con una mirabile opera di montaggio…ed ecco il risultato!
Se questa interpretazione emozionante e coinvolgente piace a voi come è piaciuta a me vi prego di darne la massima diffusione con ogni mezzo….penso lo meriti davvero!!
22 marzo – da Roberto Penzo
In Veneto impari fin da piccolo che:
“Non ce la faccio” – non si può dire.
“Non ci riesco”- non esiste.
“Sono stanco”- non è mai abbastanza.
Cresci così, un po’ chiuso, un po’ con la convinzione di non essere mai all’altezza.
Ecco come li riconosci i veneti: testa bassa e a lavorare.
I veneti, quelli veri, sono polentoni.
Si…perche’ la polenta è ciò che li rappresenta.
Ruvida, dura e fredda fuori, con quella crosticina che si forma appena sfornata.
Tenera e avvolgente dentro, non ti delude mai.
I veneti sono proprio così: un po’ tonti, ruvidi e schivi;
Ma dentro sono buoni e dal cuore tenero.
Lo so, lo so, niente di speciale la polenta: acqua, sale e farina gialla;
Ma si sa, le cose semplici sono speciali perché rassicuranti, perché ci sono…
I veneti ci sono.
Sempre.
Ci puoi contare.
Piange il Veneto.
Senza far rumore, per non disturbare.
Giace a terra, fatta a pezzi da un nemico vigliacco subdolo, che non si fa vedere.
Gli occhi sono bassi, tristi e pieni di paura.
Ci sono solo ambulanze e silenzio.
Veneto tu non mollare proprio adesso.
Ricordi?
“Non ce la faccio”- non si può dire.
“Non riesco” – non esiste
“Sono stanco” – non è mai abbastanza.
DURI I BANCHI !
22 marzo – da Domenico Lalli
22 marzo – da Lorenza Bastianello

23 marzo – da Giorgio Calzavara

23 marzo – da Piero Pellegrini
23 marzo – da Michaela Ronca Noto

24 marzo – da Lorenza Bastianello
24 marzo – da Giorgio Calzavara
Carissime/i,
come ricorderete dopodomani, giovedì 26 marzo alle ore 18 e 30, abbiamo il nostro primo appuntamento in videoconferenza per la presentazione della lista degli Officer 2020-2021.
E’ anche l’appuntamento con il nostro Governatore Antonio Conz che incontrerà in videoconferenza tutti i Soci del Club Venezia Host.
Importante quindi esserci tutti!
Del resto non sarà difficile: dovremmo essere tutti a casa.
Per testare che tutto funzioni e che tutti siano in grado di connettersi alla piattaforma di videoconferenza al seguente link:
https://www.gotomeet.me/DomenicoLalliTA3
vi chiedo di connettervi domani sera, mercoledì 25 marzo (con PC, tablet o smartphone) alle ore 19 per una decina di minuti, il tempo di salutarci e testare che tutto funzioni (chi avesse qualche problema può chiamare Domenico Lalli o il sottoscritto).
Un caro saluto e a domani sera alle ore 19.
24 marzo – da Pierpaolo Doria

25 marzo – da Lorenza Bastianello
25 marzo – da Giorgio Calzavara

25 marzo – da Andrea Rossi
Oggi mare grosso…
27 marzo – da Giorgio Calzavara
Roby Facchinetti – Rinascerò, Rinascerai
27 marzo – da Pierpaolo Doria
This is for all the friends in Italy: we are with you and we’ll get through this together! Amazing piano performance by Lola Astanova
27 marzo – Roberto Penzo
28 marzo – Domenico Lalli

29 marzo – Lorenza Bastianello
Hanno appena messo online la mostra di Raffaello, a Roma da marzo a giugno, meravigliosa e unica nel suo genere
2 aprile – da Domenico Lalli
Anatre a spasso in un tranquillo Canal Grande…
3 aprile – da Lorenza Bastianello

4 aprile – da Lorenza Bastianello
Don McLean – Vincent ( Starry, Starry Night) With Lyrics
5 aprile – da Maria Teresa De Felice

5 aprile – da Roberto Penzo
Non so chi l’ha scritto, ma è bellissimo..
Ci siamo addormentati in un mondo, e ci siamo svegliati in un altro.
Improvvisamente Disney è fuori dalla magia,
Parigi non è più romantica,
New York non si alza più in piedi,
il muro cinese non è più una fortezza,
e la Mecca è vuota.
Abbracci e baci diventano improvvisamente armi, e non visitare genitori e amici diventa un atto d’amore.
Improvvisamente ti rendi conto che il potere, la bellezza e il denaro non hanno valore e non riescono a prenderti l’ossigeno per cui stai combattendo.
Il mondo continua la sua vita ed è bellissimo. Mette solo gli esseri umani in gabbie. Penso che ci stia inviando un messaggio: “Non sei necessario. L’aria, la terra, l’acqua e il cielo senza di te stanno bene.
Quando tornate, ricordate che siete miei ospiti.
Non i miei padroni”.
6 aprile – da Lorenza Bastianello

#IORESTOACASA

7 aprile – da Maria Teresa De Felice
7 aprile – da Bruno Agazia

7 aprile – da Domenico Lalli
“La creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. Chi attribuisce le proprie sconfitte e i propri errori alla crisi, violenta il proprio talento e mostra maggior interesse per i problemi piuttosto che per le soluzioni. La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande difetto delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel trovare soluzioni.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è routine, una lenta agonia.Senza crisi non ci sono meriti. È nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora; senza crisi qualsiasi vento diventa una brezza leggera.
Parlare di crisi significa promuoverla; non parlarne significa esaltare il conformismo. Cerchiamo di lavorare sodo, invece. Smettiamola, una volta per tutte, l’unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla.”
Da: “Il mondo come io lo vedo”, Albert Einstein
8 aprile – da Lorenza Bastianello

8 aprile – da Michaela Ronca Noto
Il discorso pronunciato da Bergoglio nell’omelia di ieri. Buona lettura…un Papa così non l’avremo mai più!
Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento. Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni. Essere felici significa trovare la forza nel perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l’amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell’anonimato. Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro se stessi. Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino. È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un’oasi nel profondo dell’anima. È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici é non avere paura dei propri sentimenti ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un “no” e ritrovare fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate. È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono. Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice. È avere la maturità per poter dire: “Ho fatto degli errori”. È avere il coraggio di dire “Mi dispiace”. È avere la sensibilità di dire “Ho bisogno di te”. È avere la capacità di dire “Ti amo”. Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità … che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza. E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza. Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza. Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza. Non mollare mai … Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano. Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile.
8 aprile – da Giovanni Spaliviero

8 aprile – da Roberto Penzo

9 aprile – da Pierpaolo Doria

10 aprile – da Felix Haeberlin

10 aprile – da Paolo Stefani
La natura che si risveglia. Dopo la neve ecco i bucaneve. Un caro saluto e Buona Pasqua a tutti

10 aprile – da Giampaolo Bevilacqua
Annunci di primavera anche sul campetto da golf (di montagna)

10 aprile – da Stefano Ornano
Primavera, sbocciano i fiori e nascono le…. tanti auguri a tutti. Buona Pasqua

11 aprile – da Rocco Fiano
11 aprile – da Maria Teresa De Felice

18 aprile – da Giampaolo Bevilacqua
1° parte del giallo a puntate “Calle degli Albanesi”
In calle degli albanesi, sestiere di san Marco, abitava Malenco Andriolla. Ora Malenco, di età tra i trenta ed i trentacinque anni, è morto.  E’ steso per terra nel piccolo appartamento in fondo alla calle, con un cordino – potrebbe anche essere un lungo laccio per scarpe – annodato al collo. Gli occhi sono aperti, sbarrati. Nella stanza due sedie sono capovolte, un armadio è aperto ed alcuni indumenti sono per terra. Alcuni cassetti di un comò sono rovesciati sul pavimento. Probabilmente chi l’ha ucciso è molto forte. Malenco, che gli amici chiamavano “malattia”, è alto e di corporatura massiccia.  Ha un viso simpatico e un raffreddore perenne. Passa per un gigante buono, di quelli che non fanno male a nessuno. Lavora al Tronchetto, al mercato ittico generale. Scarica ogni mattina il pesce che arriva e, dopo la vendita, lo sistema nelle cassette di polistirolo, lo copre di ghiaccio e lo carica nelle barche e negli autocarri frigo che lo portano ai diversi mercati. Come ogni mattina, un po’ prima delle cinque, passa a prenderlo un amico che abita vicino e che lavora con lui. I due fanno la strada assieme. Questa mattina Malenco tardava a scendere. L’amico è salito e l’ha trovato per terra morto.
Il commissariato si trova a trecento metri da calle degli albanesi. La telefonata è ricevuta dal piantone.  Con voce rotta e senza controllo, chi parla dice che Malattia è morto e si interrompe subito con un singhiozzo. Il piantone, agente scelto Ferraresso Fabio, spegne subito il piccolo televisore – dicendosi   di perdere ben poco, dato che a quell’ora i programmi sono schifezze – ed entra nel ruolo. Si aggiusta automaticamente il berretto di ordinanza, si rassetta e si mette in piedi. Gli chiede di calmarsi e di ricominciare da capo. L’accento fortunatamente è veneto e questo mette un po’ tranquillo l’interlocutore. E’ Diego Favron. E’ salito perché Malattia non scendeva. Nell’appartamento” dove, dove?”…   “ in calle degli albanesi, prima della riva, Malattia è  steso per terra… e che cazzo.. non è morto, ma è copà, ammazzato.” La voce di Diego Favron si spegne in un singhiozzo. C’è un suono breve e sordo, e la linea cessa. Per l’agente Ferraresso   potrebbe essere un colpo di pistola e quindi i morti potrebbero essere due. Ma intanto, mentre smanetta sul telefono, ha attivato la procedura di intervento.
 A Venezia le calli degli Albanesi sono almeno sei.  Sperando si tratti di quella più vicina, due agenti e l’ispettore Rosario Calò la stanno raggiungendo di corsa.  Per i due agenti Malattia dovrebbe essere il primo morto ammazzato. Sono eccitati e intendono armare subito la Beretta.  Rosario Calò è in Polizia da dodici anni. Spera che il piantone si sia sbagliato.  Il suo turno cessa tra circa un’ora e poi parte – dovrebbe partire – per Venera a Mare. Sabato si sposa la sorella e lui è testimone.
 La calle vicina è quella giusta. E’ una trasversale di calle delle Botteghe. Meno di trenta metri che finiscono in una piccola riva. Ci sono dei balconi aperti e alcune persone in strada che parlano tra loro concitate. Due stanno telefonando ai numeri del pronto intervento. Sono sorpresi che la Polizia sia già arrivata.  Diego Favron è seduto per terra, con una donna accanto che gli dà dell’acqua, e con un anziano che gli ripete “sta calmo Diego, sta calmo”. Rosario Calò posiziona un agente all’ingresso “tu stai qui e non fare entrare nessuno”. E con l’altro agente sale la rampa.
Sul pianerottolo Mario, il “forner” di calle delle botteghe, sta parlando affannosamente al cellulare “qui non si sa cosa è successo.  Malattia è morto per terra, tutto all’aria”.  Ed all’ispettore che conosce bene “una strage Rosario, una strage”. Rosario e l’agente entrano. Nella stanza c’ è odore di lievito e di morte.  Malattia è accanto al divano, rovesciato sul pavimento. Una cordicella gli stringe il collo. Calò si china senza toccarlo. Gli occhi sono aperti, il volto è nero. Le mani aperte, a graffiare l’aria. In una stanza di tre metri per tre sembra ancora più grande. L’agente, attento a non toccare nulla, non credeva che   la morte fosse così brutta e pensa che era meglio se fosse rimasto lui di guardia all’ingresso.  La stanza è piccola. Tutto è sottosopra. Come se ci fosse stata lotta o se qualcuno avesse buttato tutto all’aria, forse cercando qualcosa. “Almeno   ‘sto povero diavolo si è difeso”, dice Calò. Alla rivetta attracca intanto il motoscafo di servizio. Il conducente, l’agente scelto Giuseppe Vannossi, medita che se andavano a piedi avrebbero fatto prima. Scende il commissario, altro personale ed i tecnici addetti ai rilievi. Manca ancora il medico legale, ma l’Ospedale Civile è molto vicino per cui non dovrebbe tardare. E poi, pensa l’agente, per essere morto Malattia è morto, e non c’è fretta.